Infiammazione e alimentazione: quando ciò che mangiamo può fare la differenza

Sentirsi spesso stanchi, appesantiti, avere poca energia o avere la sensazione che il proprio corpo “non funzioni al meglio” può dipendere da molti fattori.
Tra questi, anche il nostro modo di alimentarci può avere un ruolo importante.
Si parla sempre più spesso di infiammazione, di alimentazione antinfiammatoria e di “corpo infiammato”. Ma cosa significa realmente?
E soprattutto: esistono alimenti che possono favorire un ambiente più favorevole all'infiammazione e altri che, al contrario, possono contribuire a una dieta più equilibrata?
La risposta non è eliminare completamente determinati alimenti o seguire una dieta rigida. È imparare a costruire un'alimentazione equilibrata, personalizzata e sostenibile.
Che cosa significa avere un corpo “infiammato”?
L'infiammazione è innanzitutto un normale meccanismo di difesa dell'organismo. È una risposta del sistema immunitario che entra in gioco, per esempio, quando il corpo deve reagire a un'infezione o riparare un tessuto danneggiato.
Il problema può nascere quando alcuni stimoli contribuiscono a mantenere nel tempo uno stato infiammatorio di basso grado.
Non significa necessariamente “sentirsi infiammati” e non è possibile stabilire semplicemente guardandosi allo specchio se una persona abbia un'infiammazione cronica.
Alimentazione, sedentarietà, eccesso di peso, qualità del sonno, stress, fumo e altri fattori possono contribuire, in misura diversa, alla salute metabolica e al funzionamento dell'organismo.
Per questo è più corretto parlare di stile di vita complessivo, piuttosto che cercare un singolo alimento responsabile.
Il ruolo dell'alimentazione
Quello che mangiamo ogni giorno influenza l'apporto di fibre, vitamine, minerali, grassi, proteine e altri composti bioattivi.
Una dieta caratterizzata prevalentemente da alimenti vegetali, cereali integrali, legumi, pesce, frutta secca e olio extravergine di oliva può inserirsi molto bene in un modello alimentare equilibrato.
Al contrario, un'alimentazione caratterizzata frequentemente da prodotti ultraprocessati, eccesso di zuccheri aggiunti, eccesso di grassi saturi, grandi quantità di carne lavorata e un basso consumo di fibre può essere meno favorevole alla salute nel lungo periodo.
Questo non significa che pizza, dolci, formaggi o altri alimenti debbano essere necessariamente eliminati.
La parola fondamentale è equilibrio.
Quali alimenti possono essere protagonisti di un'alimentazione equilibrata?
Verdura e ortaggi
Verdura e ortaggi forniscono fibre, vitamine, minerali e numerosi composti bioattivi.
Broccoli, cavoli, spinaci, zucchine, pomodori, peperoni, carote e verdure a foglia possono essere utilizzati quotidianamente, variando colori e tipologie.
Più varietà significa anche maggiore varietà di nutrienti.
Frutta
La frutta contiene fibre, vitamine, minerali e sostanze fitochimiche.
Frutti di bosco, agrumi, mele, kiwi, pere e altri frutti possono trovare spazio all'interno di un'alimentazione equilibrata.
Non è necessario demonizzare la frutta per il suo contenuto naturale di zuccheri: conta soprattutto il contesto complessivo della dieta.
Legumi
Lenticchie, ceci, fagioli e piselli sono fonti importanti di fibre e proteine vegetali.
Inserirli regolarmente nell'alimentazione può contribuire a migliorare la qualità complessiva della dieta e a raggiungere un adeguato apporto di fibre.
Cereali integrali
Avena, farro, orzo, riso integrale e pane o pasta integrali possono contribuire all'apporto di fibre.
Anche in questo caso non esiste un singolo alimento “miracoloso”: è la composizione complessiva della dieta a fare la differenza.
Pesce e fonti di grassi insaturi
Il pesce, soprattutto quello più ricco di grassi polinsaturi, può essere inserito regolarmente in un'alimentazione equilibrata.
Anche olio extravergine di oliva, frutta secca e semi possono contribuire a fornire grassi insaturi.
E gli alimenti da limitare?
Anche qui è importante evitare estremismi.
Non esiste una lista universale di alimenti “vietati”.
Tuttavia, una frequente presenza nella dieta di prodotti ultraprocessati, bevande zuccherate, dolci, snack, carni lavorate e alimenti molto ricchi di sale, zuccheri aggiunti o grassi saturi può rendere più difficile mantenere una dieta equilibrata.
Il punto non è eliminare completamente questi alimenti.
È evitare che diventino la base dell'alimentazione quotidiana.
Un dolce consumato occasionalmente all'interno di una dieta complessivamente equilibrata è una cosa molto diversa da un'alimentazione basata quotidianamente su prodotti altamente processati.
Non esiste la dieta perfetta. Esiste quella adatta a te.
Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro del nutrizionista.
Due persone possono avere lo stesso obiettivo — perdere peso, migliorare la composizione corporea o semplicemente mangiare meglio — ma avere esigenze completamente diverse.
Età, attività fisica, composizione corporea, abitudini, orari di lavoro, preferenze alimentari e obiettivi sono tutti elementi che possono essere considerati nella costruzione di un percorso nutrizionale.
Il nutrizionista non dovrebbe semplicemente consegnare una lista di alimenti da mangiare e una lista di alimenti da evitare.
Il vero obiettivo è aiutare la persona a costruire un rapporto più consapevole con l'alimentazione, imparando a gestire porzioni, frequenze, combinazioni e qualità degli alimenti.
L'approccio Lagom Fit
In Lagom Fit crediamo che alimentazione, movimento e benessere psicofisico debbano lavorare insieme.
Per questo il percorso nutrizionale può essere integrato con l'attività fisica e con gli altri professionisti del team.
Il nutrizionista Lagom Fit parte dalle esigenze della persona e costruisce un percorso alimentare personalizzato, senza trasformare la nutrizione in una continua lista di rinunce.
L'obiettivo non è cercare l'alimento perfetto.
È trovare il giusto equilibrio per quella persona.
Perché mangiare bene non significa mangiare poco.
Non significa eliminare i carboidrati.
Non significa rinunciare per sempre al proprio piatto preferito.
Significa imparare a scegliere, combinare e bilanciare gli alimenti all'interno di uno stile di vita che sia realmente sostenibile.
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